Comitato Nazionale Tecnici. Lettera aperta al Capo della Polizia

Comitato Nazionale Tecnici. Lettera aperta al Capo della Polizia

LETTERA APERTA AL CAPO DELLA POLIZIA

Voi tecnici siete “la Polizia di Stato, non nella Polizia di Stato”

Ill.mo Sig. Capo della Polizia,

abbiamo accolto le parole da Ella pronunciate in occasione del giuramento dei neo Commissari Tecnici della Polizia di Stato come l’inizio di una nuova era per il ruolo tecnico-scientifico e professionale che avrebbe visto finalmente realizzati gli ideali del legislatore allorquando, nei lavori preparatori del d.P.R. 24.4.1982 n. 337, definì l’istituendo ruolo come “una task force di personale altamente specializzato” impiegato in attività tecniche o tecnico-scientifiche che richiedevano conoscenze specifiche di settore, per poi patire una delusione con la presentazione della bozza di decreto di riorganizzazione del Dipartimento della Pubblica Sicurezza che prevede, tra l’altro, la soppressione del Servizio Personale tecnico-scientifico e professionale giustificato da, un presunto ma quanto mai equivoco, avvicinamento degli ordinamenti del ruolo tecnico e del ruolo facente funzioni di polizia.

In occasione della prima riunione per l’esame congiunto del decreto in argomento, abbiamo subito evidenziato che la peculiarità delle funzioni e gli ambiti di impiego dei tecnici rendono indispensabile un Ufficio che per tutte le qualifiche definisca univoci indirizzi, incombenza demandata al Servizio in argomento, che riteniamo non debba e non possa essere soppresso. Diversamente opinando sarebbe come se Ella, per un verso, affermasse il valore e l’importanza del ruolo tecnico e, per un altro, volesse che la loro gestione fosse identica a quella degli altri colleghi del ruolo che espleta attività di polizia in senso stretto.

Abbiamo immaginato che volesse, finalmente, dar lustro a questo ruolo e alla Polizia di Stato tutta, soprattutto, impersonando la svolta rispetto ad un inclemente passato fatto di noncuranza e totale confusione in ordine a ciò che il “tecnico” potesse realmente rappresentare per l’Amministrazione. Non vogliamo credere che le parole da Ella pronunciate siano state di mera circostanza vista la platea di uditori del momento e senz’altro comprenderà, come la soppressione del Servizio già citato in premessa unitamente alla totale assenza di provvedimenti correttivi del riordino con riferimento ai tecnici della Polizia di Stato, nell’ambito della normativa in fase di adozione, faccia sorgere gravosi e amari dubbi.

Attendiamo, con la speranza che non ci ha mai abbandonato, che le tante Sue belle parole diventino interventi di valorizzazione professionale del ruolo tecnico e non solo di avvicinamento della carriera di quest’ultimi rispetto ai colleghi del ruolo ordinario, perché questo non si realizza unicamente con il cambiamento della denominazione delle qualifiche, ma con un serio investimento in termini di impegno e lavoro che nessuno ha mai voluto rendere concreto.

È giusto il caso di aggiungere che in tutti questi anni di impegno a tutela del ruolo tecnico, abbiamo potuto riscontrare un’“ignoranza diffusa” sulle normative di settore che ha sovente comportato l’improprio impiego del personale e anche grazie agli interventi chiarificatori del Servizio Personale Tecnico-Scientifico e Professionale si è giunti ad una risoluzione pacifica dei contenziosi.

Confidando in un futuro migliore per i tecnici della Polizia di Stato – grazie al Suo intervento – porgiamo distinti saluti.

Roma, 14 maggio 2019

 

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