
Roma, emergenza alloggi. Dopo l’incontro odierno servono risposte non rinvii. Comunicato congiunto
COMUNICATO SINDACALE DI CARTELLO
ROMA, EMERGENZA ALLOGGI
DOPO L’INCONTRO ODIERNO SERVONO RISPOSTE, NON RINVII
La sicurezza della Capitale non può essere garantita lasciando soli i poliziotti: servono risorse, strumenti e soluzioni immediate per il personale destinato a Roma.
A seguito dell’incontro odierno e preso atto dell’esito enunciato dalle Segreterie Nazionali, le Organizzazioni Sindacali di questo cartello ritengono necessario richiamare con fermezza l’attenzione su una criticità che, per Roma, resta aperta e non può essere derubricata a questione marginale: l’emergenza alloggiativa del personale della Polizia di Stato destinato nella Capitale.
Nei mesi scorsi si erano create aspettative concrete e legittime tra i colleghi, nella speranza che il confronto potesse finalmente tradursi in risposte idonee a sostenere chi viene chiamato a prestare servizio in una realtà complessa, costosa e sottoposta a pressioni operative quotidiane. Quelle aspettative non possono essere disperse in un generico rinvio, né possono essere affidate alla sola capacità economica del singolo lavoratore.
La situazione abitativa a Roma è drammatica: canoni di locazione insostenibili, scarsità di soluzioni disponibili, costo della vita elevato e difficoltà crescenti per il personale neoassegnato o trasferito stanno determinando un quadro che incide direttamente sulla serenità dei colleghi e sulla tenuta del sistema sicurezza.
Pur riconoscendo che l’individuazione di 180 posti rappresenta un lavoro apprezzabile e comunque utile, occorre dirlo con estrema chiarezza: si tratta di una risposta insufficiente, costruita su un calcolo meramente ragionieristico che non tiene conto del reale fabbisogno dei poliziotti destinati a Roma, che supera le 500 unità.
La Questura di Roma, dal canto suo, ha già compiuto uno sforzo enorme, riuscendo a liberare ad oggi circa 120 posti. Ma questo impegno, da solo, non può bastare. Se a tali disponibilità si fossero aggiunti anche gli ulteriori posti del Tecnopolo, parliamo di una capienza complessiva potenzialmente idonea ad avvicinarsi alle 600 unità, oggi avremmo potuto affrontare concretamente l’emergenza alloggiativa della Capitale, se non risolverla integralmente almeno attenuarla in modo significativo.
Una soluzione di questa portata avrebbe consentito ai colleghi di affrontare con maggiore serenità il trasferimento, di disporre di un tempo ragionevole per cercare un’abitazione a prezzi sostenibili e di non essere immediatamente travolti da un mercato immobiliare romano ormai fuori dalla portata di molti stipendi. È su questo punto che chiediamo risposte vere: non numeri astratti, ma soluzioni proporzionate al fabbisogno reale.
Il problema rischia di aggravarsi ulteriormente tra circa quattro mesi, con la conclusione del corso in atto. Se non verrà definita una vera politica alloggiativa per questi colleghi, Roma si troverà davanti a nuove esigenze di sistemazione senza strumenti adeguati, con ricadute prevedibili sul personale e sull’organizzazione dei servizi.
È necessario dirlo con chiarezza: non si può pretendere di rafforzare la sicurezza della Capitale scaricando sui poliziotti il costo umano, economico e familiare della loro assegnazione. Chi garantisce ordine pubblico, controllo del territorio, prevenzione, soccorso e tutela dei cittadini deve essere messo nelle condizioni minime per vivere e lavorare con dignità.
La sicurezza non è a costo zero. Ogni scelta organizzativa, ogni incremento di personale e ogni politica di presidio del territorio comportano costi che lo Stato deve assumersi con responsabilità. Voler garantire più sicurezza senza prevedere un serio investimento sugli alloggi significa non affrontare il problema nella sua reale dimensione.
Rivolgiamo quindi un appello forte alla politica, al Governo, al Ministro dell’Interno e al Capo della Polizia affinché la situazione di Roma venga assunta come priorità nazionale. La Capitale è sede delle principali istituzioni ed è teatro quotidiano di eventi, emergenze e servizi complessi: il personale che vi opera non può essere lasciato solo.
Non chiediamo privilegi, ma condizioni sostenibili per lavorare e servire lo Stato. Servono decisioni, risorse e responsabilità. Servono atti concreti, non dichiarazioni di principio. La dignità abitativa dei poliziotti è parte integrante della sicurezza pubblica.
Le nostre Organizzazioni Sindacali continueranno a seguire la vicenda con la massima attenzione. Su questo tema non arretreremo: tutela dei colleghi e sicurezza della Capitale devono camminare insieme.

